Toscana, Lucca,Orrido di Botri

venerdì, ottobre 03, 2008





L’Orrido di Botri è un’aspra ed imponente gola calcarea, con ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del torrente Rio Pelago; il canyon si inserisce in un paesaggio appenninico caratterizzato da ambienti rupestri ed estese faggete, dominato dalle cime del monte Rondinaio e delle Tre Potenze che sfiorano i 2.000 metri di altezza.

L’Orrido di Botri è un angolo autentico di wilderness, dove la presenza dell’uomo da tempi immemorabili non ha intaccato la bellezza dei luoghi e dove è possibile, ancora oggi, incontrare una flora estremamente ricca ed interessante. Nelle zone rocciose più soleggiate della gola troviamo tra le specie erbacee le sassifraghe, i semprevivi, le rare aquilegie e la primula auricola, mentre all’interno del canyon, nei tratti umidi ed ombrosi, predominano muschi, epatiche e vari tipi di felci; significativa la presenza della Pinguicula (pianta insettivora). Per le specie arboree segnaliamo il faggio, il carpino nero, l’orniello, il leccio, quest’ultimo diffuso in alcune stazioni rupestri ben soleggiate, aceri, salici, tiglio selvatico, maggiociondolo ed il raro tasso, conifera dalle foglie velenose.

Tra i mammiferi, oltre il lupo che utilizza stabilmente il territorio di tutto l’Appennino, sono presenti il capriolo, la lepre, lo scoiattolo, la marmotta, diffusa sul Monte Rondinaio, la volpe, l’istrice, la puzzola e la martora; presente anche un piccolo gruppo di capre rinselvatichite di circa 20 esemplari, il cui numero si mantiene stabile nel tempo.
L’avifauna è rappresentata da diverse specie di rapaci come
l’aquila reale, splendido simbolo dell’Orrido, l’astore, lo sparviere, la poiana, il falco pecchiaiolo, il gheppio, il pellegrino e forse anche il misterioso gufo reale; tra i passeriformi si elencano il curioso merlo acquaiolo, la ballerina gialla, il codirosso spazzacamino, il culbianco, lo zigolo muciatto, la rondine montana ed il coloratissimo picchio muraiolo.
Tra gli anfibi significativa è la presenza della Rana temporaria, del Geotritone italicus (tipico dell’Appennino centrale) e della Salamandra pezzata.

Per preservare l’unicità e le bellezze naturali dell’ Orrido di Botri è stata istituita, fin dal 1971, l’omonima Riserva Naturale che tutela una superficie di 286 ettari e la cui gestione è affidata al Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Lucca. Inoltre, l’area protetta si trova al centro di un’ Oasi di protezione della fauna, istituita nel 1993 dalla Provincia di Lucca ed estesa su una superficie di circa 2000 ettari, dove la caccia è completamente vietata.

Le visite partono da Ponte a Gaio, unico accesso alla gola, dove si trova il centro accoglienza del C.F.S. e la biglietteria. A causa dei frequenti guadi e del fondo scivoloso è obbligatorio l’uso del casco protettivo e sono consigliate calzature idonee chiuse e allacciate. Per la tutela dell’ambiente naturale e per l’incolumità degli escursionisti, la Riserva è aperta da giugno a settembre.

Si entra nell’Orrido risalendo il letto del torrente: il percorso massimo consentito arriva al punto denominato Piscina percorribile in circa 4 ore a/r.
È possibile usufruire su prenotazione del servizio di guida per gruppi di almeno 8 persone.
Per informazioni sulle modalità di visita rivolgersi a:
- Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Lucca
tel. 0583/955525-26
fax 0583/953775
e-mail: utb.lucca@corpoforestale.it
o direttamente a:
- Centro accoglienza del C.F.S. di Ponte a Gaio
tel/fax 0583/80002
come si arriva:
La Riserva si raggiunge da Lucca con la statale n. 12 del Brennero, che si percorre fino a Fornoli, nei pressi di Bagni di Lucca; si devia poi verso Tereglio, imboccando la provinciale n. 56, e si seguono le indicazioni per Ponte a Gaio - Orrido di Botri. La località di Ponte a Gaio è raggiungibile anche via Montefegatesi, partendo da Bagni di Lucca,
o da La Scesta per chi percorre la Statale del Brennero in direzione sud.
corpoforestale.it
hospitality:
nella zona esistono una miriade di locande caratteristiche della montagna toscana, molto accoglienti e dove è possibile gustare piatti tipici e introvabili altrove

per informazioni:
proloco di Borgo a Mozzano
Via Umberto I
55023 Borgo a Mozzano (Lucc

Tel. e fax: 0583 88888, e-mail:proloco@borgoamozzano.org

my comment:
Anni fa mi sono avventurata con due amici in questo canyon, anni fa non c'era l'obbligo dei caschi ricordo che l'acqua era veramente gelida, impediva di respirare ed è inpensabile cercare di non cadere....prima ti abbandoni all'evidenza e meglio è!
Ricordo che non c'è presa, appiglio, tutto è viscido e scivola via dalle mani e da sotto i piedi e ricordo di aver visto uno dei miei amici fermarsi a due dita dal precipizio...sì, perché in certe zone - quando oramai hai la sensibilità ridotta a zero dal freddo -può venire voglia di percorrere il torrente costeggiandolo lungo la riva: è una cosa che sconsiglio caldamente, è quasi impossibile riuscire a mantenere una posizione eretta, il terreno scivola sotto le suola.... una gran bella esperienza!

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