la ciaspolata storica

venerdì, gennaio 09, 2009



Trattasi di un'escursione programmata per il 25 gennaio p.v. che presenta una difficoltà media che si svolgerà su un dislivello di 600 metri con le ciaspole
Il riferimento per chi volesse cimentarsi in questa impresa è:

Alberto Calamai
info: 335.6322005
www.ufficioguide.it
notizie sul percorso e qualche cenno storico da Toscana Tascabile

tutto il crinale appenninico tosco-emiliano che passa fra il Giovo, l'Alpe delle Tre Potenze, Cimone, Libro Aperto, Corno alle Scale ed i monti dell'Orsigna ha rappresentato per secoli un'ostacolo naturale di notevole rilievo per gli spostamenti. La storia ricorda le leggendarie imprese delle truppe di Annibale che, dopo aver superato le Alpi, trovano altrettante (se non superiori) difficoltà proprio sull'Appennino. Questo spartiacque ha influenzato a lungo la geografia politica della zona, prima segnando il confine fra le regioni romane della Tuscia e dell'Emilia, poi quello fra i ducati di Modena, Lucca, e Pistoia (le tre potenze del toponimo).

A quasi 2000 metri di quota - nei pressi della foce del Giovo - s'inerpica la vecchia strada ducale, voluta da Maria Luisa di Borbone e realizzata nel 1823. La strada doveva servire per collegare Modena a Lucca senza passare dal Granducato Di Toscana, ma la costruzione della strada dell'Abetone e la successiva annessione del Ducato di Modena al Granducato di Toscana resero inutilizzabile la strada ducale la cui funzione divenne solo di servizio locale.

La nostra escursione inizia sulla Provinciale che da Pian degli Ontani arriva all'Abetone, al bivio della strada che sale all'Orto Botanico. Se questo tratto di strada è sgombro dalla neve possiamo arrivare direttamente al piazzale dove anni fa partivano le cabinovie che arrivavano alla Selletta e al Campolino. Gli impianti sono stati dismessi e ora la zona fa parte di una riserva naturale Protetta. Si inizia a salire in un bosco misto di faggio e abete bianco con qualche presenza di acero e ontano, si supera il bivio in prossimità del torrente Sestaione e , rimanendo sulla sinistra orografica, si prosegue fino a raggiunger un'edificio costruito di recente come punto di sosta estivo. poco dopo s'incontra il sentiero 102 che proviene dalle Regine, ed in breve si esce dal bosco nelle vicinanze del rifugio posto al margine del Lago Nero: Dopo una sosta ristoratrice il nostro percorso riprende in direzione della foce del Campolino per arrivare nella radura dove era presente la stazione di arrivo della cabinovia che partiva dal parcheggio del Sestaione. Superata a questo punto la parte più alta di quota del nostro percorso si rientra la punto di partenza cercando l'itinerario che presenta la neve migliore per le ciaspole. Si segue indicativamente la vecchia pista rossa nel bosco - ormai quasi completamente ricoperta da arbusti - che presenta tuttora alcuni tratti piuttosto ripidi e talvolta impegnativi (a secondo delle condizioni della neve)

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